“Il design è parte del contenuto”

Su La Stampa, Giuseppe Granieri, riportando il pensiero di Tim Bray, Cory Doctorow e Natalia Karbasova, riflette sul senso del termine ‘contenuto’ e sulla forma mentis editoriale che esso produce. Giustamente sottolinea che “per ‘pubblicare’ qualcosa, oggi, serve integrare diverse competenze. Non basta più dominare il linguaggio espressivo (la scrittura, la composizione video), ma servono anche le competenze per gestire quelle che una volta sembravano mere technicality (design, interfaccia, programmazione).” 



A mio parere, è necessario trarre un’ulteriore conclusione. Se è vero che non esiste contenuto senza presentazione (o frame, come suggerisce Michael Bhaskar), bisogna tenere presente il modo in cui la presentazione riconfigura il contenuto e dunque decidere consapevolmente quale livello di compromesso accettare. Un paio di esempi: fino a che punto bisogna piegarsi alla logica del clickbait, ovvero la tendenza a scrivere titoli che invitano al click? È giusto cedere all’abuso di grassetto che ammicca al cosiddetto skimming, una lettura frettolosa alla ricerca di punti chiave?

Imperdibile, a proposito di clickbait, la serie di copertine fittizie Clicca il classico! creata da Eschaton.it. Eccone un paio.

1920150_841086429247905_6889774454382904027_n 10857957_841036099252938_1140989264739750324_n

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Latest Posts